“L’arrivo delle missive” di Aliya Whiteley

L’arrivo delle missive – 2018

Sull’onda emotiva suscitata dalla precedente lettura, La bellezza, ho “mangiato” questo secondo romanzo dell’autrice Aliya Whiteley e ho ritrovato gli stessi amabili punti caratteristici della sua scrittura. La trama è ancora una volta molto accattivante e originale ed ha per protagonista una giovane donna.

Shirley Fearn ha diciassette anni, vive nella tenuta di famiglia nella campagna inglese, nel primo dopoguerra, e soffre le ristrettezze di vedutedegli abitanti del piccolo paese a cominciare dai suoi genitori. Come tutte le ragazze fantastica alacremente sul suo futuro, progettando di sposare l’insegnante dell’unica scuola, il signor Tiller, di cui è segretamente innamorata. Forestiero, veterano di guerra, colto e misterioso il signor Tiller rappresenta tutto ciò che nei sogni di Shirley la porterà a studiare, a cambiare città, a realizzarsi rifiutando con tenacia il destino che le è stato assegnato di sposare un coetaneo concittadino che si occuperà dell’azienda di famiglia.  

«Questa è un’epoca diversa, una nuova era, eper mia fortuna ho tutto il tempo di esplorare i miei sentimenti più nobili eintensi. La strada, tutta in salita, che l’umanità ha intrapreso per uscire da quelle terribili trincee parte proprio dalla sua capacità di coltivare la mente. E noi donne giocheremo un ruolo fondamentale in questo processo: faremo da insegnanti e da mentori a tanti bambini che, crescendo sotto la nostra guida, un giorno diventeranno uomini straordinari.»

Raccontata così, la storia sembrerebbe un piacevole romanzo storico sul conflitto generazionale e di genere, ma il bello dei romanzi della Whiteley sta proprio in quel suo sconfinare in altri generi, in situazioni lontanissime dal quadro iniziale e senza una vera rottura nel tessuto narrativo. L’autrice sorprende, incanta, se vogliamo in alcuni tratti angoscia, quando vira nella narrazione di fatti straordinari con la naturalezza dell’ordinario.

Shirley si attarda dopo scuola con il signor Tiller, lo spia, loinsegue, e così facendo viene a scoprire il suo terribile segreto: una strana ferita riportata in guerra in circostanze che il professore le spiegherà attraverso delle lettere. Il contenuto delle missive che Shirley riceve dall’uomo la metteranno in una situazione difficile in cui la ragazza dovrà decidere il suo futuro, lottando tra sentimenti e responsabilità.

«Vi prego di considerare che io so bene quello che voglio e che nessuno riuscirà a dissuadermi, proprio come so della vostra ferita e che preferite tenerla nascosta. Quindi, a essere sinceri, pare che vogliamo entrambi qualcosa dall’altro.»

Le donne ricoprono un ruolo decisivo nei romanzi di questa autrice, che ha saputo valorizzare in maniera autentica il ruolo femminile, gli spunti di quelle che hanno innescato l’emancipazione, gli aspetti più simpaticamente ribelli alle condizioni imposte dalla società e dagli uomini. Un romanzo che mentre porta lontano, in altre realtà, in altri luoghi ci chiama a tenere sempre a mente cosa abbiamo qui vicino.

 

Carbonio Editore – Pagine 152 – Prezzo: 14.50€

VOTO:

“La fuga degli insonni” di Michele della Rocca

Il libro sarà presentato il prossimo 9 Dicembre alla Fiera Più Libri Più Liberi
alla Nuvola di Roma – Sala Venere, ore 13:30

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La fuga degli insonni – 2018

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“La Bellezza” di Aliya Whiteley

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La Bellezza – 2017

Era da tanto che desideravo leggere un libro come questo: straordinario nella sua poetica crudezza e che inchioda il lettore costringendolo a riflettere sull’essere umano.

In un mondo lontano da città e realtà, in un tempo indefinito, diversi uomini e ragazzi, che si chiamano il Gruppo, si ritrovano ogni sera intorno a un falò ad ascoltare le storie della Valle delle Rocce, raccontate da Nate, la voce narrante anche del libro. Da quando tutte le donne del mondo sono morte, le loro mogli, madri, sorelle seppellite nel vicino cimitero o nel bosco, la vita di questi uomini si è ridotta al rito del racconto intorno al fuoco per cercare di preservare il ricordo di un passato felice. Ad ascoltare Nate ci sono tra gli altri, Thomas, il corpulento cuoco, William che è tra i più giovani, e lo zio Ted di Nate che passa molto tempo nel bosco. Proprio dal bosco e dalla sua misteriosa oscurità arrivano inquietanti e sensuali figure, che nascono simili a funghi antropomorfi dal terreno dove sono sepolte le donne e prendono vita dalle loro memorie malinconiche evocate dagli uomini.

Queste creature sono la Bellezza.

Saranno loro a determinare il nuovo mondo in cui bellezza e orrore convivono a stretto contatto. L’ambientazione è fortemente ricca di immaginario e di provocazione nella descrizione di un’evoluzione degli esseri umani basata sul rimescolamento dei ruoli sociali e lo sconvolgimento degli archetipi di genere.

«E poi vedo delle figure che avanzano dall’oscurità, fino a essere illuminate dalla luce del falò. William salta su, lo stesso fanno subito dopo Ted e gli altri: tutti gridano, piangono, se la fanno sotto, e poi schiumano dalla rabbia, si mettono a combattere, a lottare, scappano via. La Bellezza li circonda e ne sbarra la fuga, li chiude in un abbraccio, li culla e li assorbe, finché paura e piacere non diventano tutt’uno.»

Un romanzo post apocalittico in cui il punto di non-ritorno non è scaturito da una guerra nucleare, ma dalla scomparsa totale dell’universo femminile, con tutto ciò di meraviglioso e insostituibile che esso contiene.

Carbonio Editore – Pagine 145 – Prezzo: 13.50€

VOTO: voto 5

“Un’ombra nel buio” di Francesco Carta

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Un’ombra nel buio – 2018

Opera prima di un promettente autore romano, anch’essa ambientata nella Capitale. Una ragazza della Roma bene viene brutalmente uccisa vicino alla fermata della metropolitana che l’avrebbe riportata a casa dopo un litigio col fidanzato che l’ha lasciata sola di notte. Dell’omicidio si occupa il commissario Doria che presto si troverà a indagare anche su una serie di efferati delitti compiuti da un “giustiziere” che vendica la vittima.

«Doria voleva dimenticare. Dimenticare, e non ascoltare quelle stupide frasi, strascico di un mondo lontano dove il diritto alla vita e alla giustizia erano valori sfocati e incerti.»

Un romanzo poliziesco dai toni noir eppure fresco nello stile narrativo. La trama non brilla certo in originalità, richiamando alla memoria i tanti prodotti letterari italiani che poi sono stati trasferiti alla produzione televisiva. Si avverte l’influenza che questo tipo di letture hanno avuto sull’autore che ne ripropone alcuni capisaldi, come il commissario dal carattere scontroso e accanito fumatore, il procedimento con cui si svolge l’indagine poliziesca, la firma del serial killer lasciata sul luogo dei delitti. La potenza narrativa sta principalmente nel personaggio protagonista. Il commissario affronta ogni giorno il duro mestiere di poliziotto e allo stesso tempo i fantasmi del suo passato, cadendo spesso nella mancanza di autocontrollo che gli procura molti problemi nell’ambiente di lavoro e con i suoi superiori. La figura di Doria viene molto bene descritta anche nell’ambito familiare, in cui trapelano le maggiori debolezze soprattutto nei confronti della compagna Anastasia, donna più che paziente, che sta per dargli il primo figlio.

«Quando era nel pieno di un’indagine, non c’era verso di riuscire a staccare la spina e distinguere la vita privata da quella lavorativa. Ogni neurone, ogni fibra muscolare del proprio corpo, ogni energia residua, era dedicata solo ed esclusivamente al caso in questione.»

Una caratteristica del protagonista che invece si allontana dal cliché dell’investigatore disincantato, è quel suo amore per i libri: «Lui invece, da quando era piccolo amava sfogliare i libri, odorare le pagine, toccare con mano quegli splendidi lavori di narrativa. E ora, amava prestare i suoi libri alla donna con la quale condivideva la propria vita. Era uno scambio di intimità che solo loro due potevano capire. Lui le faceva leggere i romanzi, e nel frattempo si faceva leggere una parte di sé.»

Risulta riuscito l’inserimento delle scene che ritraggono il colpevole nei suoi discorsi deliranti rivolti a ricostruire tutto il passato che l’ha portato a diventare il vendicatore. Vengono ben resi gli aspetti di una personalità farneticante e fuori dalla realtà per quanto in grado di organizzare gli omicidi e di lasciare gli indizi giusti perché lo si possa arrestare. È questo che chiede ogni serial killer che si rispetti: di essere fermato e porre fine all’onda di violenza che, in nome di una Giustizia superiore, ucciderà una persona ogni cinque giorni. Ecco quindi che commette quegli errori fatali a beneficio degli investigatori che, solitamente, arrivano sempre un minuto troppo tardi. Sarà anche questo il caso?

Gli aspetti macabri, violenti e sanguinosi non mancano nella storia che si addentra man mano che il commissario indaga, nei meandri sempre più inquieti di una Roma sommersa e scabrosa, quasi come a individuare il confine di ciò che si può ancora considerare ammissibile e cercare di superarlo ogni volta.

«Ciò che era accaduto in quella stanza superava i limiti di ogni immaginazione.»

Molti dettagli tecnologici arricchiscono il romanzo di uno scenario moderno apprezzabile soprattutto da chi è esperto di informatica e di web, descrivendo il mondo insidioso nascosto nella rete in cui i mostri si identificano coi nickname. Anche l’indagine per l’omicidio della ragazza che scatena la caccia all’assassino, viene costruita dall’autore con particolare attenzione e risulta credibile, e riesce a stimolare la tensione “investigativa” da parte del lettore che insegue pagina dopo pagina la risoluzione della vicenda.

 

L’Erudita Edizioni – Pagine: 344 – Prezzo: 22.00€

VOTO: voto 4

“Penelope Poirot e l’ora blu” di Becky Sharp

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Penelope Poirot e l’ora blu – 2018

Delizioso questo terzo appuntamento col mistery di Becky Sharp. Dopo Penelope Poirot fa la cosa giusta (2016) e Penelope Poirot e il male inglese (2017), entrambi editi da Marcos y Marcos, Penelope Poirot viene coinvolta nell’omicidio del marito di Edelweiss Gastaldi, una anziana signora da sempre a capo di una potente famiglia del borgo di Corterossa, tra Piemonte e Liguria, durante i festeggiamenti del settantesimo compleanno di quest’ultima, all’ora blu del giorno. Corterossa è anche il paese in cui Velma Hamilton, l’efficiente e distaccata segretaria di Penelope, trascorreva le vacanze da bambina a casa dei nonni, in compagnia della sua amica Sveva con cui giocavano “alle fate”. Qualcosa di quell’antico fascino misterioso dei giochi infantili inventati sulle rive del lago, è rimasto anche in Velma adulta che si troverà ad affrontare il passato entrando suo malgrado perfino nella lista dei sospetti colpevoli. Soltanto grazie alle spiccate doti investigatrici che le vengono dalle importanti origini, Penelope Poirot riuscirà anche in questo caso a venire a capo dell’indagine.

«Cielo, bisogna sventare un delitto: presto! Su che basi, mi chiede? Non conosce il sangue che mi scorre nelle vene? Mi chiamo Poirot: Penelope Poirot».

“Si deve ammettere, si deve”, che il personaggio uscito dalla penna dell’autrice non delude neanche questa volta al contrario, il romanzo diverte e si lascia apprezzare per la raffinatezza dello stile narrativo e il diletto della lettura.

 

Marcos y Marcos edizioni – Pagine: 300 – Prezzo: 18.00€

VOTO: voto 5

 

Leggi l’intervista all’editore.

“La principessa di ghiaccio” di Camilla Läckberg

La principessa di ghiaccio
La principessa di ghiaccio – 2018

Talvolta faccio un blitz tra i libri delle grandi catene editoriali e trovo qualcosa di interessante. Questo libro della scrittrice svedese Camilla Läckberg – uscito in Svezia nel 2002 col titolo originale Isprinsessan e riproposto da Feltrinelli quest’anno – è il romanzo di apertura di una (lunga) serie di polizieschi ambientati nel paesino in cui l’autrice è cresciuta, dal nome quasi impossibile di Fjällbacka sulla costa occidentale svedese. Uno dei punti forti del giallo è proprio l’ambientazione nella ridente cittadina, con gradevolissime descrizioni dei personaggi che vivono là e nei paesini limitrofi, tra cui i protagonisti: Erica Falck, trentacinquenne scrittrice con il pallino dell’investigazione e Patrik Hedström, suo coetaneo poliziotto che la conosce fin da bambini e la corteggia da sempre. L’indagine sulla morte della bella e giovane amica di Erica, Alexandra Wijkner è l’occasione per i due di iniziare una relazione amorosa.

La trama è articolatissima e la lista dei sospettati molto lunga. Ogni passaggio nello sviluppo dell’indagine è costruito con grande capacità e l’assassino, per una volta, non si capisce fino alla fine. La vita personale di Erica si mescola molto bene con le circostanze che vanno chiarite per appurare i fatti che hanno portato alla morte di Alex. Da subito si viene coinvolti nella storia che comincia quando proprio Erica scopre il cadavere dell’amica posto nella vasca da bagno con i polsi tagliati, l’acqua gelata e il viso livido ma sempre bellissimo. La scena del ritrovamento è da grande apertura di sipario, con il contrasto tra il bianco dell’acqua ghiacciata e il rosso del sangue e si scoprirà subito che l’apparente suicidio è un omicidio che affonda le sue radici nel passato di Fjällbacka.

«La casa era deserta, vuota. Il gelo penetrava in ogni recesso. Nella vasca si era formata una sottile pellicola di ghiaccio, e lei aveva cominciato ad assumere un aspetto bluastro. Gli parve che somigliasse a una principessa, lì stesa. Una principessa di ghiaccio.»

Lo stile è scorrevole nonostante la lunghezza dell’indagine e si ottiene il tipico effetto del lettore tenuto sulle spine fino all’ultima pagina del libro. I tratti ironici riferiti ad alcuni personaggi come il commissario Mellberg convinto di essere un acutissimo poliziotto e la stessa Erica alle prese con chili di troppo, ricerca dell’uomo ideale e della biancheria giusta per conquistarlo, e il richiamo a caratteristiche dell’animo umano tra le peggiori a tutte le latitudini e in tutte le classi sociali oltre a valori morali messi in second’ordine rispetto al dovere di “facciata” che dietro la sua coltre di perbenismo copre ogni bassezza, fanno di questo esordio del “giallosvezia” un ottima lettura non solo per gli appassionati del genere.

 

 

Marsilio Edizioni – Pagine: 458 – Prezzo: 14.00 €

 

VOTO: voto 5