Rue de Grenelle intervista l’editore Enrico Damiani di Salò (Brescia)

Damiani

ϟ Quando e come è stata fondata la sua casa editrice?

Ho riaperto a Salò nel novembre 2010 con mio marito Giovanni Damiani la casa editrice di mio suocero Enrico Damiani che operava a Milano negli anni 40 con la pubblicazione di libri d’arte in ottavo in edizione limitata e numerata.

ϟ Il catalogo della sua casa editrice è specializzato in quali generi e/o argomenti?

Il nostro catalogo comprende una collana di libri d’arte illustrati in ottavo con CD allegato, una collana di fiction, due di non fiction e una di salute e benessere. Negli ultimi due anni la casa editrice sta focalizzando il proprio interesse sul genere memoir e sulla saggistica di attualità.

ϟ Ammesso che sia in linea col catalogo dell’editore, quali caratteristiche deve avere una proposta editoriale per essere pubblicata dalla sua casa editrice?

Buona scrittura, di qualità, sia che si tratti di un romanzo, di un memoir o di un saggio, storia o tematiche che coinvolgano il lettore che possono andare dal campo dei sentimenti a quello della storia, della politica o della religione ma ciò che conta è che siano proposte non in modo frivolo o di moda, rendendo il libro un testo difficilmente archiviabile nel breve periodo.

ϟ Nel mio blog do preferenza agli editori indipendenti e NOEAP in quanto credo che ogni titolo a catalogo sia per voi un investimento. Per evitare “investimenti” sbagliati come siete organizzati?

Con il mio team di collaboratori discuto le proposte editoriali con la ben precisa consapevolezza che ogni libro è un investimento importante della casa editrice, analizzando da tutti i punti di vista, anche laddove sia in linea col catalogo, in modo da ridurre per quanto possibile i rischi.

ϟ Si dice che tutti scrivano libri e pochi leggano. Possiamo dire anche il numero di nuove case editrici continua a crescere, ma quelle con una vera professionalità non siano tantissime?

Il problema dello scarso numero di lettori è cronico in Italia, ma interessa anche altre nazioni storicamente abituate a un pubblico più numeroso. Il detto che “tutti scrivono e pochi leggono” si può tranquillamente adattare alle stesse case editrici trasformandolo in “tutti pubblicano pochi leggono in modo professionale”. Forse molti pensano di potersi improvvisare editori per poi scontrarsi con la dura realtà sia dal punto di vista economico che della preparazione tecnico-culturale. Per questo esistono sempre più frequenti corsi per futuri editori che comunque da soli non bastano a formarli, ma che certamente possono aiutarli soprattutto nell’utilizzo, sempre più necessario, dei mezzi di stampa e comunicazione digitali dai quali non si può prescindere.

ϟ Molti editori hanno scelto di pubblicare in digitale, ma poi alla consueta domanda rispondono quasi sempre che preferiscono il cartaceo. Cos’è che non farà tramontare mai il libro stampato?

Anch’io ho deciso nel 2017 di iniziare a pubblicare in ebook i libri già usciti in formato cartaceo. I nuovi titoli dal 2018 escono sia in formato cartaceo che in ebook. Effettivamente dopo una prima rapida crescita delle vendite degli ebook, anche negli USA si è assistito a un sostanziale rallentamento a vantaggio di una consistente ripresa del libro cartaceo. Se si tralascia l’innegabile comodità del trasporto del libro digitale, il libro cartaceo non solo per le generazioni passate ma anche per molti giovani rappresenta ancora un oggetto che soddisfa i cinque sensi del lettore.

ϟ Chi fa l’editore vive di lettura o ha anche altri interessi?

Sono un editore un po’ anomalo perché provengo da un altro mondo, quello scientifico della medicina, anche se accostata con una preparazione classica che ha sempre stimolato il mio interesse per la lettura. Ho sempre avuto molti interessi, sia in ambito sportivo che culturale e cerco, nei limiti di tempo a disposizione, di coltivarne alcuni.

ϟ La promozione dei titoli è la fase più difficile, ne conviene? Quali sono i principali ostacoli, la costosa partecipazione alle fiere nazionali, la concorrenza con i “grandi”, la difficoltà di organizzare presentazioni in libreria?

Sicuramente la promozione dei titoli è una delle fasi più problematiche, specie per una piccola casa editrice. Penso che non abbia senso parlare di concorrenza con i “grandi”, con i quali ci sono distanze abissali di risorse e mezzi, quanto piuttosto ritengo opportuno investire sull’allestimento di un buon ufficio stampa che di concerto con chi si occupa dei social e con gli autori  possa far conoscere i titoli a un pubblico sempre più vasto.

ϟ Qual è la sua “ricetta magica” per vendere più libri?

Non c’è una ricetta magica perché penso che anche chi sia riuscito a centrare un bestseller sia il primo a sorprendersene. In ogni caso penso che sia importante oggi più che mai interessare il lettore con proposte di buon livello qualitativo ottimizzandone la comunicazione anche perché i nostri titoli sono per lo più dei longseller che necessitano di essere seguiti e accompagnati in uno spazio temporale che è senz’altro maggiore di quello ormai troppo frequente della sola fresca novità.

ϟ Diversi editori chiudono a pochi anni dalla nascita. Quanto dura, secondo lei, la fase di start-up di una casa editrice?

È per me un po’ difficile stabilire una durata della fase di start up di una casa editrice in quanto la mia esperienza è un po’ particolare poiché tale periodo ha avuto nel mio caso una durata maggiore della media per la scomparsa di mio marito tre anni fa. Credo comunque che tale fase abbia una durata non inferiore ai 5 anni.

ϟ Qual è stato il titolo del suo catalogo più venduto nell’ultimo anno?

Mindful eating di Jan Chozen Bays, un libro che educa a un rapporto più sano e gioioso con l’alimentazione. Ha intercettato l’interesse crescente del pubblico per la tecnica della Mindfulness grazie anche alle numerose presentazioni che la curatrice del libro, Paola Iaccarino Idelson, biologa e nutrizionista, e altre cultrici della materia, fanno in varie città italiane e su Facebook. Inoltre, di recente è stato proposto come lettura consigliata in ambito universitario.

ϟ Per concludere, rivolgendosi ai lettori, cosa direbbe per convincerli a leggere i titoli del suo catalogo?

Li inviterei ad accostarsi a una casa editrice che, partendo da una storica tradizione (vedi la collana degli unici in ottavo con il CD che li rende una sorta di audiolibro), offre al lettore una scelta di titoli con i quali ha la possibilità di costruirsi una biblioteca essenziale e necessaria molto stimolante per lo studio e la conoscenza di questioni e tematiche urgenti e attuali lette attraverso gli occhi e l’esperienza di autori che le hanno vissute in prima persona.

 

Ringrazio Elena Faroni Damiani per questa intervista.

Per conoscere il catalogo di Enrico Damiani Editore, visitate il sito: http://www.enricodamianieditore.com

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