“Fumo negli occhi e altre avventure dal crematorio” di Caitilin Doughty

fumonegliocchi
Fumo negli occhi – 2018

La morte è ancora oggi per la maggior parte delle persone un argomento scomodo, un tabu, qualcosa da tenere lontano il più possibile nella speranza che, non considerandola, lei faccia altrettanto. Come quando i bambini chiudono gli occhi convinti di non essere visti in quanto loro non vedono. Ed è proprio da bambini che si instaura questa convinzione che la morte non appartenga al nostro mondo, non sia legata strettamente all’esistenza. Eppure è il motore della nostra vita, è ciò che ci fa apprezzare ogni suo aspetto, guidando le nostre scelte, sempre presente.

«A volte penso a quanto sarebbe stata diversa la mia infanzia, se solo mi avessero parlato apertamente della morte, se mi avessero fatto sedere in sua compagnia e stringerle la mano. Ripetendomi che sarebbe diventata la mia amica più cara, che avrebbe influenzato ogni mia mossa o decisione, sussurrandomi all’orecchio: “Sei cibo per vermi”. Magari saremmo diventate davvero amiche.»

Questo libro è un memoir dell’autrice Caitilin Doughty, giovane laureata in Storia medievale che si ritrova a lavorare come tecnico della cremazione di un’agenzia funebre americana. Dal suo primo giorno di lavoro in cui deve fare la barba a un cadavere, prima di inserirlo nell’inceneritore, la Doughty racconta una lunga serie di episodi che, tra l’ironico e il doloroso, offrono al lettore una prospettiva di osservazione della morte assolutamente nuova. Se smettessimo di nascondere la morte, e la accettassimo con la serenità dell’ineluttabile, pensando per esempio ai resti umani come nutrimento da restituire alla natura, anche la vita potrebbe essere vissuta con maggiore profondità, con più distacco da tutto ciò che è materiale e per questo effimero. Fumo negli occhi fa riflettere anche noi semplici individui sui grandi temi che da sempre impegnano le menti di filosofi e pensatori. Nel libro, ricchissimo di citazioni e riferimenti storici, viene anche descritta l’evoluzione del rapporto dell’uomo con la morte fin dall’antichità e le usanze dei servizi funerari nella varie epoche e civiltà. E ci accorgiamo che nonostante il progresso, molti di noi continuano a rifiutarsi di guardare alla morte come “la motivazione per realizzarci, per imparare, per amare e per creare”. Dopo aver lavorato per un periodo nell’impresa funebre Westwind, Caitilin torna a studiare e si prende una seconda laurea in Scienze mortuarie; può quindi realizzare il suo sogno di fondare una casa del lutto moderna e raffinata che mantenga dei tempi antichi solo il fascino.

«La Belle Mort sarà un posto dove le famiglie potranno andare a piangere i loro defunti in una maniera diversa, in qualche modo dove rendere ‘divertente’ l’idea stessa del servizio funebre. Magari – sto ipotizzando – la nostra patologica paura della morte deriva anche dal fatto di vederla in prospettiva tanto drammatica. La soluzione potrebbe essere quella di eliminare tutte le cose assurde che di solito ci sono nei funerali ‘tradizionali’.»

Un libro potente, divertente e profondo allo stesso tempo, che affronta con l’arma della lucidità e della cultura un tema che ai nostri giorni non può più essere visto secondo i vecchi canoni. La morte non deve più far paura e dobbiamo imparare a non rifiutarla, ma a celebrarla come aspetto fondamentale della vita.

 

Carbonio Editore – Pagine 250 – Prezzo: 16.50€

 

VOTO: voto 4

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