“La biografa” di David Constantine

La biografa
La biografa – 2017

I suoi ultimi giorni di vita Eric Swinton li passa cercando di assaporare ogni istante con la giovane Katrin sua seconda moglie che è stata al suo fianco per vent’anni. Quando Eric si arrende alla malattia Katrin cade in un baratro da cui non riesce a uscire, senza trovare una ragione per continuare a vivere e addirittura arrivando a desiderare di avere anche lei il cancro, come Eric. Con l’aiuto della psicoterapeuta, motivata dalla sua professione di biografa, quando chiusa in quella casa ormai troppo vuota trova un baule con delle lettere riferite alla vita prima di lei, Katrin inizia a indagare sul passato di Eric decisa a scriverne una biografia: è il suo espediente per guarire dalla depressione e andare avanti.

«Le persone rivelano sempre qualcosa di sé. Le incontri e ti mostrano qualcosa – a volte molto – di ciò che sono. Poi ognuno procede per la sua strada, non le vedrai mai più, ma quei frammenti della loro vita alloggeranno in te per sempre.»

Spinta dal desiderio di conoscere quell’uomo nella cui vita è entrata tardi, Katrin si organizza il lavoro catalogando le lettere, mettendo in ordine cronologico tutti gli indizi e parlando con Daniel l’amico di allora di Eric. Riesce così a ricostruire un periodo fondamentale del passato di suo marito, quello in cui ventenne fece un viaggio in autostop e bicicletta dall’Inghilterra alla Francia per raggiungere una ragazza con cui ebbe la storia d’amore più importante della sua vita, quell’incontro che tanto determinò gli eventi che si susseguirono negli anni a seguire.

«Forse era questo a non farla sentire all’altezza, adesso: che in un altro paese, un quarto di secolo prima che lei nascesse, i tempi erano in movimento, c’erano aperture, i cittadini si risollevavano dalla guerra, dalle perdite, dalle molte avversità. (…) Lei è arrivata dopo, è cresciuta nella delusione, ed è lì che deve stare, senza un compagno a incoraggiarla. Ha la sensazione strana e infelice che il 24 agosto 1962, partendo per la Francia, Eric sia andato molto più avanti di lei, e di non poterlo più raggiungere.»

Katrin la biografa, è una donna sola, afflitta e persa nel vuoto lasciato dalla morte di Eric, ma è anche determinata a salvarsi facendo la cosa che sa fare meglio, scrivere e riscrivere la vita delle persone, di suo marito adesso, così come in passato ha scritto di quella di poeti, artisti e musicisti sconosciuti e morti anni prima. Katrin studia, legge, traduce dal francese, ricostruisce, si impegna a conoscere analizzando il materiale a disposizione, ma anche incontrando Monique, la donna al centro delle vicende amorose di Eric e delle scelte che ha fatto da giovane. Il percorso a ritroso a rincorrere loro è allo stesso tempo anche un cammino introspettivo di Katrin, un viaggio per ritrovare dentro di sé la forza di sentirsi ancora viva.

«Si sente come un pozzo vuoto nel quale si potrebbero riversare all’infinito un gran numero di vite, svanendo senza lasciare traccia. La solitudine è un appetito che si alimenta e si nutre in continuazione, senza conoscere la sazietà.»

Un romanzo che cattura per la bellezza dello stile narrativo, diretto e imprevedibile e ugualmente così sincero, e per l’avventura alla scoperta di un passato non tanto lontano, ma profondamente diverso da chi non ha conosciuto il fervore degli anni Sessanta e lo ha assorbito con partecipazione emotiva solo attraverso la persona amata.

Edizione Nutrimenti– Pagine 255 – Prezzo 17.00€

VOTO: voto 5

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