“gli animali che amiamo” di Antoine Volodine

Tradotto da Anna D’Elia per la casa editrice @66THAND2ND, questo libro rappresenta la mia prima esperienza di lettura di un pastiche letterario. Ho dovuto cercarne la definizione e ho conosciuto questo genere di narrazione “mescolata” per il quale bisogna gettarsi alle spalle ogni vincolo con la ragione e lasciarsi portare sulle leggere ali della fantasia in un mondo del tutto immaginario.

Gli animali che amiamo 66THA2ND.GIF
gli animali che amiamo – 2017

Il mondo descritto dall’autore francese Volodine in Nos animaux préférés (titolo originale del 2006) è quello successivo alla fine del nostro, in cui l’umanità è quasi completamente estinta, a meno di qualche vagabondo sopravvissuto, un mondo abitato da animali fantastici e reali, preoccupati di mantenere viva la specie e procreare.

La struttura del libro è essa stessa bizzarra, ritmica, divertente come gli episodi che vi sono narrati. Il linguaggio, proprio di questo stile linguistico, privilegia il “modo di dire” piuttosto del cosa dire e ne risulta un testo gioiosamente ironico pur descrittivo di un’apocalisse.

«Ci si approssimava alla trecentoquarantatreesima ora del non-giorno. Il re analizzò le circostanze e ne dedusse che nulla l’avrebbe ormai salvato, né le meditazioni sulla futilità dell’esistenza, né i berciamenti, né i vano strattonamenti inflitti a quei legacci, i le funebri messinscene come posture da carogna e false necrosi.»

Oltre a tre diversi esponenti di una dinastia di re Balbuziar (Balbuziar XI, Balbuziar trentoquindicesimo e Balbuziar XXX) rappresentati col corpo di una sorta di granchio, un altro protagonista del libro è Wong: un elefante che attraversa con passo spedito la foresta ignorando qualunque ostacolo incontri sulla sua strada e senza preoccuparsi di schiacciarlo.

«Continuò a fracassare ogni cosa col suo cammino per cinque o sei ore buone, quindi sbucò su un vecchio sentiero e rallentò il passo. Non era per niente senza fiato e avrebbe potuto proseguire alla stessa velocità fino a sera, ma in quel momento, su quella strada tracciata da non-elefanti, stava diminuendo l’andatura; dopo di che, si fermò.»

Il libro contiene anche due Shaggås e cinque intrarcane. Cosa sono? Si tratta di sottogeneri letterari inventati dalla stessa mente visionaria di Volodine, di cui definirne l’appartenenza a un genere vero e proprio è cosa alquanto ardua. Possiamo al massimo ritrovare nel suo gli animali che amiamo le caratteristiche della “distopia” letteraria e l’involversi e l’evolversi del sogno nel sogno.

Edizione 66THAND2ND – Pagine: 180 – Prezzo: 15,00€

VOTO: voto 3

 

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