“Giulia Tofana – Gli amori, i veleni”  di Adriana Assini

Adriana Assini rdg
Giulia Tofana Gli amori, i veleni – 2017

Ho adorato questo libro sulla storia della donna che inventò l’omicidio femminile, la prima assassina seriale risalente al XVII secolo.

1624, Palermo

Nei bassifondi della città siciliana, dove è nata da una madre il cui unico merito è stato quello di averle lasciato sua “sorella di latte” Girolama, vive l’avvenente Giulia Tofana la cui fervida inventiva e l’intelligenza acuta le hanno permesso di sopravvivere alla più nera miseria facendo il mestiere più antico del mondo nel malfamato quartiere del Papireto, accettando tra i suoi clienti esponenti dell’alta società e perfino del clero.

«Venere plebea scolpita in marmo pario, si diresse altera verso la specchiera grande per completare la toletta con polvere di Cipro e acqua al profumo di zagara. “Invece di brontolare, aiutami a vestirmi o finirò col fare tardi” ordinò con quei suoi modi da padrona, agitando il laccio di seta azzurro che serviva a stringerle il corpetto.»

Fattucchiera e analfabeta, Giulia dà una svolta alla sua esistenza quando inizia a vendere il miscuglio velenoso ottenuto facendo bollire precise proporzioni di arsenico e antimonio, che diventerà poi conosciuto come acqua tofana. Il veleno che ha inventato uccide in maniera apparentemente naturale, lasciando il viso roseo alla vittima e senza tracce che possano far risalire all’assassino, o all’assassina visto che si tratta quasi sempre di donne che vogliono liberarsi del marito violento.

«Il diabolico intruglio, destinato a riempire dodici fiale messe in fila su una cassapanca, era una invenzione della stessa Giulia. Per una di quelle bocce da mezzo quarto, la clientela facoltosa sborsava cento doppie d’oro, mentre quella di basso ceto se la cava con un paniere di uova fresche o un boccale di farina.»

1625, Roma

Rimasta coinvolta in un’indagine per morti sospette, a causa di una cliente che non aveva rispettato la regola di una somministrazione lenta e graduale del veleno, ma per impazienza aveva versato tutto insieme il quantitativo nella zuppa del marito, Giulia Tofana si vede costretta a fuggire nella città eterna con l’aiuto di un frate profondamente invaghito di lei. Roma è quella di Papa Urbano VIII, dove il continuo aumento delle gabelle ha impoverito fino allo stremo il popolo mentre gli uomini di chiesa si arrogano ogni ricchezza e sfarzo e dove si accanisce la legge della Santa Inquisizione. Anche qui nella sua nuova casa della Lungara, Giulia torna a produrre il suo potente veleno motivata dalla convinzione di essere nel giusto in quanto «a comprare la sua mercanzia erano soprattutto donne, che grazie alla sua mistura avrebbero poi vissuto meglio». Ancora una volta l’errato uso dell’acqua tofana fa venire a galla i delitti, addirittura in forma massiva tanto che oltre seicento donne accusate di aver ucciso i propri mariti vengono murate vive nel palazzo dell’inquisizione a Porta Cavalleggeri.

Anche Giulia viene imprigionata e torturata, ma poi risparmiata grazie all’ingerenza del suo amante frate Nicodemo e di altri religiosi coinvolti essi stessi in un meccanismo di corruzione e sotterfugi, per aver procurato le spezie necessarie a produrre il veleno.

«Giulia Tofana avrebbe saputo cavarsela in ogni circostanza. In quella sconquassata nave che era sempre stata la sua esistenza, aveva imparato presto a fare sia da mozzo che da nocchiero.»

Giulia risalta come una guida per tante, una sorta di angelo vendicatrice delle sopraffazioni subite dalle donne in quell’epoca così oscura in cui “la stirpe di Adamo” varava leggi inique e vantaggiose solo per gli uomini che se la cavavano con un’ammenda anche quando oltraggiavano e uccidevano le loro mogli.

Un riuscitissimo romanzo storico in cui l’autrice (Adriana Assini) dipinge un affresco di quell’antico passato fatto di ignoranza, miseria e malattia, in uno stile che mi ha ricordato quello della Simonetta Agnello-Hornby, concentrando nel personaggio di Giulia Tofana, realmente esistita, le più efficaci risorse a cui le donne hanno da sempre saputo attingere per sopravvivere e sovvertire le leggi di un mondo ottuso e maschilista.

Edito da: Scrittura & Scritture – Pagine: 235 – Prezzo: 14,00€

VOTO:voto 5

Leggi l’intervista alla casa editrice di questo romanzo.

 

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...