N7 rue de Grenelle intervista l’editore NUTRIMENTI di Roma.

ϟ Quando e come è stata fondata la sua casa editrice?

Nutrimenti è stata fondata nel 2001, a Roma, da due giornalisti, il sottoscritto e Andrea Montanari, che ne è però uscito dopo un paio d’anni per l’impossibilità di conciliare l’impegno in casa editrice con il suo lavoro in Rai. Da subito è entrata a far parte della squadra anche Ada Carpi, come art director e amministratore unico.

ϟ Il catalogo della sua casa editrice è specializzato in quali generi e/o argomenti?

Siamo nati legati alla saggistica di attualità, una saggistica agile e rivolta al grande pubblico su un vasto ventaglio di temi, dalla geopolitica, alla economia, alla cronaca e al costume, e alla letteratura di viaggio, filone che poi si è andato quasi da subito specializzando in libri sul mare e la vela. Nei primissimi anni abbiamo anche iniziato a pubblicare narrativa che è oggi diventato forse il settore più importante della nostra produzione. All’inizio concentrati sulla letteratura americana contemporanea, che rimane anche ora il nucleo centrale di Greenwich, la nostra collana di narrativa, poi dal 2010 ci siamo aperti agli italiani e, in questi ultimi anni, in modo più sistematico anche agli autori europei.

ϟ Ammesso che sia in linea col catalogo dell’editore, quali caratteristiche deve avere una proposta editoriale per essere pubblicata dalla sua casa editrice?

Per la narrativa cerchiamo proposte di qualità, caratterizzate dalla ricerca dell’innovazione, sia a livello linguistico che strutturale,  e nello stesso tempo di grande leggibilità. Capaci insomma di mettere in moto il lettore, di coinvolgerlo, sia a livello intellettuale che emotivo. Per la saggistica, o meglio la non fiction, cerchiamo lavori che approfondiscano temi di grande attualità, offrendo ai lettori chiavi di lettura più efficaci del tempo in cui viviamo e in questi ultimi anni ci stiamo volgendo in particolare ai temi ambientali. Anche per la nostra saggistica, seppure connotata da rigore e documentazione, chiediamo per la scrittura uno stile narrativo, non accademico, il più idoneo, a nostro giudizio, per poter parlare alla platea più vasta possibile. Per i libri di mare invece dipende ovviamente dal genere, pubblichiamo infatti dalla grande letteratura di mare (Conrad, Stevenson, ecc.) alla manualistica tecnica, passando per le biografie o le avventure dei navigatori contemporanei.

ϟ In questo blog do preferenza agli editori indipendenti e NOEAP in quanto credo che ogni titolo a catalogo sia per voi un investimento. Per evitare “investimenti” sbagliati come siete organizzati?

Purtroppo una ricetta infallibile per evitare investimenti sbagliati non c’è. E poi che cos’è un investimento sbagliato? Un libro che non vende? Certo, ma non sempre. Siamo costretti a tenere d’occhio i conti, per non mettere a rischio la sopravvivenza dell’azienda, ma siamo anche convinti che non bisogna avere lo sguardo “corto”. Un libro in perdita oggi può essere un fiore all’occhiello che dà prestigio e credibilità al catalogo, e in qualche caso, come ci è già successo, può tornare a vendere dopo qualche anno magari trascinato dal buon andamento del secondo titolo di quello stesso autore. Detto tutto questo, la maestra migliore è l’esperienza. Dopo quasi 17 anni, e oltre 400 titoli in catalogo, cominciamo a limitare gli errori, considerando anche la fragilità e la limitatezza del mercato editoriale italiano.

ϟ Si dice che tutti scrivano libri e pochi leggano. Possiamo dire anche il numero di nuove case editrici continua a crescere, ma quelle con una vera professionalità non siano tantissime?

È verissima la prima affermazione, è facile verificarla attraverso l’enorme quantità di manoscritti che ci arriva, quantità che purtroppo è spesso direttamente proporzionale a una deludente qualità e a una visibile “inconsapevolezza” letteraria, tipica di chi legge poco. Per le case editrici non so se dipenda da professionalità o meno, credo piuttosto che un mercato difficile come quello italiano pretenda sempre un surplus di idee e di impegno. Per questo in tanti partono, ma in pochi riescono a restare vivi e a crescere.

ϟ Molti editori hanno scelto di pubblicare in digitale, ma poi alla consueta domanda rispondono quasi sempre che preferiscono il cartaceo. Cos’è che non farà tramontare mai il libro stampato?

Sì, in effetti la notizia di questi anni, al contrario di quanto si pensava e in molti hanno scritto, è proprio la resistenza del libro di carta. I motivi credo siano riassumibili in una descrizione dell’oggetto sul filo dell’ironia: non ha bisogno di ricariche, non deve essere connesso, si può passare tranquillamente da un nonno a un nipote e viceversa, si può leggere dovunque, e via dicendo. Aggiungerei una caratteristica a mio giudizio importante del libro di carta: che ti dà sempre l’idea dell’insieme dell’opera, anche leggendo una singola frase si ha la percezione di a che punto si è del libro, si può istintivamente andare avanti e indietro, cosa che invece manca nell’ebook. Detto questo, credo che il digitale continuerà a crescere, soprattutto in Italia dove per ora è arrivato ad una percentuale più bassa rispetto agli altri paesi occidentali (poco sopra  il 5% del totale) e che continuerà ad affiancare la lettura su carta. Questo significa che per noi editori è, e sarà, obbligatorio produrre le novità sia sua carta che in digitale.

ϟ Chi fa l’editore vive di lettura o ha anche altri interessi?

Chi sceglie di fare l’editore deve per forza leggere molto. Guai però a non avere altri interessi che spesso sono quelli che permettono di orientarsi nelle scelte su cosa pubblicare e cosa no, che contribuiscono a formare i criteri di giudizio e il tuo sguardo complessivo e che a volte fanno persino la differenza.

ϟ Scegliere il nome della casa editrice è importante. Quale storia c’è dietro il nome della sua casa editrice?

Una piccola storia. Abbiamo scelto di non dare alla casa editrice i nostri cognomi, com’era tradizione fare. Cercavamo una parola comune italiana che desse l’idea di qualcosa di non accessorio, per rappresentare l’idea che i libri sono una necessità per capire, per orientarsi, per crescere. Insomma non un optional, ma una necessità vitale, come il mangiare, Nutrimenti, per l’appunto.

ϟ La promozione dei titoli è la fase più difficile, ne conviene? Quali sono i principali ostacoli, la costosa partecipazione alle fiere nazionali, la concorrenza con i “grandi”, la difficoltà di organizzare presentazioni in libreria?

Sì, è vero, la promozione, rendere visibile il proprio lavoro e i propri prodotti, è forse la difficoltà fondamentale. Ma metterei al primo posto i problemi di distribuzione, le difficoltà di far arrivare i libri in libreria. In particolare in un paese come il nostro dove, caso unico al mondo, abbiamo concentrazioni verticali in cui lo stesso soggetto può possedere contemporaneamente uno o più marchi editoriali, una società di distribuzione e promozione, una catena di librerie. Non ci vuole molto a capire che la concorrenza è fortemente condizionata e gli editori indipendenti partono con l’handicap e una strada tutta in salita. E se i libri non arrivano in libreria o ci arrivano in piccolissime quantità e finiscono a scaffale, “di costa”, praticamente invisibili, è davvero difficile venderli. Oltre questo grande ostacolo, inizia poi tutto il lavoro che dipende da noi: ufficio stampa, promozione su internet, social, fiere e via dicendo.

ϟ Qual è la sua “ricetta magica” per vendere più libri?

Mi piacerebbe avere una ricetta magica, ma al momento non credo di averla trovata. Credo solo che i libri debbano sempre rappresentare, in diversa misura, un evento che interviene a cambiare la nostra esperienza, la nostra percezione del reale e magari orientarla in modo diverso. Se non succede niente di tutto questo, se il libro scorre sul lettore come l’acqua, è servito a poco. E questo credo valga per tutto, dai libri di narrativa che aprono finestre sul modo di percepire e di vedere il mondo di altri da noi, che devono stupire e coinvolgere sia intellettualmente che emotivamente, ai libri di saggistica che devono informare correttamente e trasmettere competenze e saperi, ai libri specialistici, come i nostri dedicati al mare, che devono essere “utili” capaci di arricchire un bagaglio di esperienze e magari aprire nuove prospettive. Più in generale, credo che l’unica bussola debba essere la qualità, e che le scorciatoie commerciali siano per lo più inutili, se non dannose.

ϟ Diversi editori chiudono a pochi anni dalla nascita. Quanto dura, secondo lei, la fase di start-up di una casa editrice?

Ricordo ancora che al primo Salone del libro di Torino a cui partecipammo, appena nati, sentii Daniela Di Sora, di Voland, dire che per una casa editrice ci vogliono 10 anni per superare la fase di start-up. Allora mi sembrò un’enormità, oggi dico che Daniela aveva ragione, tranne ovviamente casi eccezionali e particolarmente fortunati, ma che sono rarissimi. Noi, dopo 17 anni, oggi ci sentiamo vicini alla maturità, e lungo questa strada abbiamo visto purtroppo rinunciare tanti compagni di viaggio.

ϟ Qual è stato il titolo del suo catalogo più venduto nell’ultimo anno?

È L’ultima stagione di Don Robertson, un grandissimo autore americano (Steven King sostiene sia il più grande romanziere americano di sempre) che siamo felici di aver proposto per primi in Italia.

ϟ Per concludere, rivolgendosi ai lettori, cosa direbbe per convincerli a leggere i titoli del suo catalogo?

Ai lettori di narrativa direi che troveranno nel nostro catalogo tanta qualità e autori sorprendenti, capaci, in modi e diversi, di impegnarli, di non farli rimanere seduti, di coinvolgerli e metterli in movimento. Voci diverse, ma mai banali. Ai lettori di saggistica che i nostri libri offrono contributi importanti, a volte essenziali, per capire il mondo in cui viviamo. E mi piace citare il fatto che Nutrimenti ha pubblicato l’autobiografia di Barack Obama nel 2007, quando ancora in pochi in Italia sapevano chi fosse questo politico americano di colore. Agli appassionati di mare e di vela non devo dire niente, sanno già perfettamente perché leggere i nostri libri, posso solo ringraziarli per aver reso Nutrimenti la casa editrice leader in questo settore.

Ringrazio tanto Andrea Palombi  per questa bella intervista.

Per conoscere il catalogo di Nutrimenti Edizioni, visitate il sito http://www.nutrimenti.net

 

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