“Giorni imperfetti” di Fabio Iozzi

giorni imperfetti rdg
Giorni imperfetti – 2017

Più che una silloge di racconti, Giorni imperfetti è la narrazione della nostra esistenza imperfetta, dei limiti che ci ricordano quanto meravigliosamente siamo fragili in quanto umani. I racconti di cui do il sommario per evidenziarne la continuità anche attraverso i titoli, sono ambientati nella bellissima maremma toscana. I personaggi sono gli abitanti di paesi ancora oggi “a dimensione d’uomo”, per ricorrere a una definizione molto usata. I racconti sono scritti con uno stile narrativo che spesso tocca punte poetiche quando descrive scenari malinconici e genuini, talvolta virando in ambiti meno convincenti, come il paranormale.

 

  • Un silenzio troppo grande
  • Non è mai una bella cosa, quando ti muore la mamma
  • L’uomo seduto sulla panchina
  • L’auto sulla spiaggia
  • La lettera di Giulia
  • Storie di case, uomini e cani
  • Quando il vento ti chiama
  • Il mondo al quadrato (Insospettabili amicizie)
  • La bambina dai grandi sogni (Dentro ciascuno di noi)
  • Quando avevo l’età di Lorenzo
  • Il sentiero più lungo
  • Il respiro del mare
  • L’ultimo tuffo
  • Non si muore in fila indiana
  • Quando sogni le persone morte, spesso, neppure ti riconoscono
  • L’uomo che conosce il futuro
  • L’ultimo giorno di ospedale
  • Un incontro speciale
  • Il dono

Diversi sono i temi che vengono trattati attraverso il linguaggio sagace e bonario tipico del narratore toscano, col suo carattere amichevole e ironico. E troviamo quindi l’indissolubile amicizia che nata tra ragazzi su un campo da calcio, si protrae fino all’età (im)matura in cui si dovrebbe trovare un lavoro e metter su famiglia. Troviamo anche la forza dei ricordi dei nostri anziani che tornano o sono rimasti nei luoghi della loro giovinezza e non possono che valutarne ormai le differenze con la “versione” attuale.

Ma più forte di tutti i sentimenti che traspaiono nel susseguirsi dei racconti, è quello della solitudine, che nasca da scelte sbagliate, da sfortunate circostanze della vita o che sia semplicemente per natura caratteriale, la prevalenza è quella che accomuna molte delle storie cioè quel malessere sottile e impietoso che si trasforma in disadattamento sociale.

«Ho sempre pensato che se uno ha paura è finito, diventa come un uomo grasso, ma molto grasso, che è costretto a rimane per forza incollato intorno ai suoi piedi e non può fare niente. Grassi e paurosi o ci si nasce o ci si diventa per qualcosa di sbagliato che si fa o si mangia o ci succede, oppure perché si fa poco allenamento. Io di allenamento a non aver paura ne avevo fatto tanto fin da piccolo ed è per questo che ero già a quell’età, un ragazzo coraggioso.»

Luoghi, tempi passati, persone con la loro semplicità e sensibilità: sono questi gli elementi fondanti di Giorni imperfetti, in cui ogni racconto è un pezzo di strada fatta per passare dalle colline toscane al mare blu della costa tirrenica, ma allo stesso tempo è un pezzo di strada nell’animo umano a ricordare che la parte di noi più sola, malinconica e diversa è anche la nostra parte migliore.

«Nel cielo appare adesso un esile filo di sole, in quella fredda e sciocca giornata piena solo di nebbia e ricordi. La navigazione è a vista, la vista è immaginazione di paesaggi trasparenti, nascosti e immaginati. Poco più in là, due alti pini piovuti da un mondo lontano, parlano tra loro di caldo, di mare e di sole e guardano un vecchio seduto in mezzo a una grigia mattina di novembre.»

 

Edito da L’Erudita – Pagine 150 – Prezzo 15,00€

VOTO: voto 3

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