Strane creature di Tracy Chevalier

Dall’autrice del best seller La ragazza con l’orecchino di perla, un altro romanzo memorabile tratto da una storia vera, Strane creature che Tracy Chevalier ha scritto nel 2009 col titolo originale di Remarkable creatures sulla ricerca scientifica del 19° secolo e sulla vita eroica di una donna che ha contribuito in modo fondamentale alla svolta nella concezione dell’origine del mondo.

strane creature Chevalier
Strane creature – 2017

Il romanzo è ambientato a Lyme Regis, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, nel Dorset. Era un villaggio di pescatori e un porto che già dalla fine del 18° secolo attraeva numerosi turisti in quanto la scogliera esponeva un livello giurassico ricco di fossili di rettili marini.

Strane creature è la storia di Mary Anning che nel 1810 all’età di dodici anni scoprì il fossile di una creatura che somigliava a un coccodrillo, ma con un occhio enorme e le pinne che venne pertanto battezzato ittiosauro, un rettile estinto vissuto circa duecento milioni di anni fa. Mary era un vero talento nel reperire fossili marini sulle spiagge di Lyme dove si recava ogni giorno fin dall’infanzia e con qualsiasi condizione atmosferica, rischiando le frequenti frane e fermandosi solo davanti alle maree che coprivano la sabbia e scoprivano nuovi fossili; e nonostante appartenesse all’ultimo anello della catena sociale, riuscì nella vita a raggiungere la gloria che meritava grazie alle sue scoperte e al contributo che diede agli scienziati di allora. Un ruolo primario nella sopravvivenza stessa e poi nel riscatto sociale di Mary lo ebbe Elisabeth Philpot una colta zitella trasferitasi da Londra a Lyme, anche lei con la passione dei fossili ma soprattutto con un grande carisma da femminista antesignana. Il legame tra Mary ed Elisabeth affronta e vince nel romanzo la povertà, l’ignoranza, l’ostracismo e supera perfino i pericoli fisici relativi all’ossessione per i fossili che hanno scelto di assecondare, rimanendo libere, indipendenti e dimostrando che l’amicizia tra donne può superare anche i pericoli più insidiosi della vita come l’invidia e la gelosia.

Mary scoprì anche un secondo scheletro fossile completo di quello che fu battezzato plesiosauro, una creatura dal corpo di tartaruga e il collo da serpente marino.

Il background storico e scientifico del romanzo ne eleva se possibile, ancora di più la qualità della lettura facendo vibrare corde emotive per la descrizione della condizione femminile del tempo e del percorso della scienza che ha dovuto lottare per scuotere l’immobilismo della religione. Grazie alle scoperte di Mary Anning l’intera comunità scientifica dovette ammettere che il mondo non era rimasto uguale dalla creazione ma si trasforma nel tempo e i fossili ne sono la spettacolare prova.

«Quanti uomini si erano serviti di lei e delle sue scoperte: William Buckland teneva confrerenze a Oxford sulle creature di Mary Anning, Charles Konig le aveva incluse tra le attrazioni del British Museum, il reverendo Conybeare, e perfino il caro Henry De La Beche, ne scrivevano sulle più prestigiose riviste scientifiche. Konig aveva avuto il privilegio di battezzare l’ittiosauro, Conybeare il plesiosauro, se non fosse stato per Mary non avrebbero avuto un bel niente da battezzare! Non potevo rimanere con le mani in mano mentre qualcuno osava mettere in dubbio il suo talento e la sua abilità: Mary conosceva i fossili meglio di chiunque altro e sia Buckland che Conybeare lo sapevano perfettamente!»

Una donna speciale, il cui destino si era definito con la sua sopravvivenza a una folgore che l’aveva colpita da neonata e a cui la Storia avrebbe dovuto tributare un riconoscimento più immediato e sentito.

«Sento l’eco di quel fragore ogni volta che trovo un fossile, una piccola scossa che dice: “Sì, Mary Anning, tu sei diversa dalle altre rocce della spiaggia”. È questo che vado cercando ogni giorno: il fremito della saetta, la mia differenza.»

NERIPOZZA Editore – Pagine 290 – Prezzo 10,00€

VOTO: voto 5

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