N7 rue de Grenelle intervista l’editore TRA LE RIGHE di Lucca.

La casa editrice Tra le righe – Libri come pietre d’angolo ha un ricco catalogo di diversi generi e argomenti: storia, letteratura, geopolitica, terrorismo, poesia, narrativa noir e letture per bambini. Segnalo la collana Donna dedicata ai temi femminili attuali. I libri sono distribuiti su tutto il territorio nazionale da LibroCo, Euroservizi, Fatsbook. Aderisce al circuito di Librerie Coop, mentre la piattaforma Abebooks.it distribuisce in tutto il mondo.

Dal sito www.tralerighelibri.it leggiamo: «É dunque una casa editrice che pubblica libri di memorie, diari, saggi e documenti per mantenere inalterata e viva la ricerca storica e l’interesse per le radici della nostra società.»

ϟ Ci racconta le circostanze che hanno portato alla nascita della sua casa editrice?

Tralerighe è nata nel 2013 a Lucca, con il primo libro edito nel febbraio del 2014, partendo da una domanda: come mai i lettori italiani sono così pochi? Ci sarà un motivo del perché il nostro paese ha un tasso così basso di amanti dei libri. Ecco ogni nostra pubblicazione cerca di trovare una risposta a questa domanda.

ϟ Come si è evoluto il catalogo dalla fondazione oppure è rimasto più o meno costante?

L’idea iniziale è rimasta quella di raccontare il Novecento. E farlo attraverso la memoria storica con diari di guerra e saggi, unendoli alla ricerca delle Letterature – pubblicando saggi su grandi giornalisti, scrittori – e poi romanzi e racconti. Da poche settimane abbiamo aperto anche una collana (KIDS) dedicata ai bambini e facciamo uno o due libri di poesia ogni anno.

ϟ Ammesso che sia in linea col catalogo dell’editore, cosa deve avere in più un libro per essere scelto e pubblicato dalla sua casa editrice?

Deve raccontare una storia. E questa storia deve avere piedi e mani affogate nel Novecento. Il sottotitolo della nostra casa editrice è fare “libri come pietre d’angolo”. Quindi quando arriva un manoscritto cerchiamo quella pietra.

ϟ Una volta era più diffusa, adesso gli editori sono quasi tutti NO EAP. Cosa pensa dell’editoria a pagamento?

Per anni la polemica sull’EAP ha assorbito buona parte delle energie intorno al sistema editoriale italiano. Certo rappresenta un problema ma in realtà non è “il problema”. Se ne è parlato molto mascherando e nascondendo sotto il tappeto i veri guai. A cosa mi riferisco? All’editoria sostenuta per esempio. Sono centinaia le case editrici che ricevono contributi da enti pubblici spesso stampando libri che non arriveranno mai in una libreria. Sono soldi della collettività che vengono sottratti a progettualità che potrebbero stimolare la lettura. E ancora l’editoria d’accattonaggio dove l’amico dell’amico riceve un favore in cambio di altri favori. In questo otre (perché di questo parliamo) ci vanno tanti libri che non meriterebbero alcuno spazio. E poi se vuole l’altro problema è strettamente connesso alla follia della frase consumistica del “vende ciò che vende” applicata ai libri. Può andare bene per la pizza surgelata alle melanzane o per il nuovo snack alle nocciole, ma è una disgraziata scelta quando questa regola è applicata ai libri. Il libro non è un oggetto ma un soggetto. Dunque come vede l’EAP è l’ultimo problema di un sistema immaturo e insensibile.

ϟ Come vede il futuro dell’editoria? Le piccole case editrici alla fine, ce la faranno a reggere la concorrenza con le grandi, se concorrenza esiste?

Nella sua domanda si nasconde la risposta: la concorrenza non esiste tra i grandi blocchi e i piccoli editori. Basta entrare in una libreria di catena per rendersene conto. Oggi il piccolo editore indipendente fa azione di resistenza, ma si tratta di scaramucce di retroguardia. Il nostro compito è esistere e continuare a mettere “libri come pietre d’angolo”, uno dopo l’altro, in fila, fino a formare un baluardo. Noi non possiamo e non dobbiamo scendere in campo aperto, ma stare tra le linee, tra le righe, far sapere che ci siamo e che ci saremo sempre come piccolo porto sicuro. E fare rete con i librai indipendenti che spesso si sostengono grazie alla vendita dei nostri libri, che non devono pagare per forza. Ma è importante che i librai indipendenti esistano, perché sono presidio di libertà. Ce la faremo a resistere se saremo in grado di “essere” realmente veri editori. E dunque noi non possiamo sbagliare i libri e non possiamo deludere i nostri lettori.

ϟ Libro cartaceo o digitale, secondo il suo gusto personale?

Entrambi. Il libro cartaceo ha il suo fascino e si lascia amare e leggere con passione fisica. Il libro digitale però è più comodo e veloce. Immediato e istantaneo. E poi nel mio Kindle posso avere decine di libri.

ϟ Chi fa l’editore vive di lettura o ha anche altri interessi?

L’editoria è esercizio di vita. E dunque ogni cosa che fai è strettamente connessa alla visione dell’editore come filantropo umanitario. Il libro è centralità di ogni azione, perché è il libro l’unico passaporto per migliorare le nostre esistenza. Per questo l’editore (quello vero intendo) è al contempo maestro, politico, visionario, intellettuale.

ϟ Scegliere il nome della casa editrice è importante. La sua casa editrice ne ha uno molto particolare. Come lo ha scelto?

Tralerighe nasce proprio dall’esigenza di voler lavorare tra le righe, in maniera delicata, sensibile, non spaccona o smargiassa, ma ponderata. Nella nebbia far uscire ogni tanto una luce, flebile, ma pur sempre una luce. C’è sempre qualcuno che scruta l’orizzonte in cerca di una luce. E noi dobbiamo essere lì per quella donna o quell’uomo che sta cercando una luce come punto di riferimento.

ϟ Se non avesse fatto l’editore, che professione avrebbe scelto?

Sicuramente il missionario in Africa, in qualche villaggio sperduto. Ma pensandoci bene avrei potuto fare anche il tecnico su una piattaforma petrolifera appena al largo di un fiordo norvegese. O il tagliatore di boschi in Australia.

ϟ Chi ha l’ultima parola sul titolo dei libri che vengono pubblicati, l’autore o l’editore?

L’editore. Titolo, immagine di copertina, quarta e risvolti sono pasto dell’editore.

ϟ Ha più chance l’editore che risiede in provincia o quello delle grandi città?

Sono due mondi completamente differenti. Così come sono diversi gli editori romani da quelli milanesi. Il problema è che tutti i piccoli editori italiani ovunque siano duellano calar della sera dietro le mura di un convento abbandonato, dimenticando l’estasi del sorgere del sole. Ci vuole più coraggio lasciando da parte la pavidità.

ϟ E la partecipazione alle fiere, rimane l’unico modo per essere visibili?

Nel 2017 siamo stati a Firenze (il festival più disorganizzato della storia), a Milano (sembravano tanti piccoli Drogo in attesa dei Tartari, osservando ogni giorno il deserto), a Torino (che ha sofferto per anni della malattia del nepotismo sabaudo). La fiera – o salone – ha un senso quando tutti gli espositori partono dagli stessi blocchi di partenza. Se no diventa la fiera delle vanità. E poi bisogna uscire dalla dinamica del “ci sono e dunque esisto”, che per molti è nutrimento dell’anima, esplorando campi nuovi. Ecco Torino lo scorso anno ha per esempio sperimentato i buoni acquisto libri per gli studenti e la cosa è piaciuta molto (certo che se poi vedi orde di ragazzini a comprarsi allo stand vicino al tuo la maglietta con su scritto “Scemo chi legge”, qualche rammarico sorge, ma è comunque una buona idea).

ϟ Quanti libri ha venduto nel 2017? Nel 2018 saranno di più?

Molti libri venduti e più di quanto sperassimo. Certo siamo un piccolo editore indipendente, ma le vendite sono incoraggianti.

ϟ Per concludere, una domanda a risposta aperta. Da editore, che messaggio lascerebbe ai visitatori di questo blog?

Voi che leggete, che avete la passione per i libri, che amate “conoscere”, fate pesare la differenza tra voi e gli altri ignoranti e perduti nel mare del consumismo. Siate arroganti nel dire “io leggo”, siate sprezzanti e quasi superbi, perché voi e solamente voi siete la salvezza di un paese, di una civiltà. Affermatelo con cattiveria e scrivetelo a caratteri cubitali: “IO LEGGO E SONO MIGLIORE DI TE”. E se qualcuno obietta ditegli che vi mando io: Andrea Giannasi di Tralerighe libri piccolo editore indipendente di Lucca.

Ringrazio Andrea Giannasi per questa intervista.

Per conoscere il catalogo di Tra le righe Editore, visitate il sito: www.tralerighelibri.it

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