N7 rue de Grenelle intervista l’editore ENSEMBLE di Roma.

Dal sito www.edizioniensemble.it: «Ensemble è una casa editrice romana che punta a promuovere giovani esordienti e autori di valore internazionale che con la propria opera possano lasciare un messaggio universale.» Diversi distributori garantiscono la presenza dei libri editi Ensemble su tutto il territorio nazionale.

ϟ Quando e come è stata fondata la sua casa editrice?

Risposta: La casa editrice è nata nel 2011 con una “rifondazione” nel 2013. Prima eravamo una associazione culturale poi siamo diventati una società. L’idea era di unire un po’ di persone con delle competenze specifiche.

ϟ Come si è evoluto il catalogo dalla fondazione oppure è rimasto più o meno costante?

Risposta: Il catalogo cresce sempre ma cercando di tenere “vivi” anche i libri più vecchi, quelli a cui siamo affezionati. Negli anni sono aumentati gli autori già affermati (come Riccardo de Torrebruna o Gero Mannella) e gli autori internazionali (con particolare attenzione ai Balcani e alla Francia), abbiamo ideato una collana di classici e a breve partirà Galatea, una collana universitaria.

ϟ Ammesso che sia in linea col catalogo dell’editore, cosa deve avere in più un libro per essere scelto e pubblicato dalla sua casa editrice?

Risposta: Ci deve piacere e deve essere scritto da autori che credono nel nostro progetto.

ϟ Una volta era più diffusa, adesso gli editori sono quasi tutti NO EAP. Cosa pensa dell’editoria a pagamento?

Risposta: É un discorso lungo e difficile. Certamente siamo contrari all’editoria a pagamento ma bisogna anche evitare la retorica. I libri dei professori universitari sono tutti a pagamento; quando pubblichi un libro perché l’autore ti può aiutare in qualcosa (nella carta stampata per esempio) è a pagamento lo stesso; quando si pubblicano libri troppo di nicchia, sono a pagamento (magari tramite finanziamenti pubblici ma comunque a pagamento). Chiedere dei soldi è brutto ma oggi Leopardi non venderebbe quindi nessuno sarebbe disposto a pubblicarlo. Voi trovereste sbagliato che qualcuno si facesse aiutare per farlo arrivare in libreria? Io no. Il problema è che poi, se lo accetti una volta, gli editori ci prendono la mano. Il discorso non è tra editori e editori a pagamento ma tra editori e non editori. La cosa importante è il progetto che c’è dietro.

ϟ Come vede il futuro dell’editoria? Le piccole case editrici alla fine, ce la faranno a reggere la concorrenza con le grandi, se concorrenza esiste?

Risposta: Il futuro? Dipende da noi, dall’idea di editoria che porteremo avanti. La strada intrapresa da certa editoria indipendente è positiva, virtuosa, ma serve un aiuto dalle istituzioni e da tutte le parti in causa. La gente deve tornare a leggere. La critica deve tornare a fare la critica (in questo momento le pagine culturali dei giornali sono asservite e inutili). Gli editori devono tornare a fare gli editori e avere il diritto/dovere di scegliere e investire. Le librerie devono tornare a fare le librerie (e non fare l’occhietto ai supermercati).

ϟ Libro cartaceo o digitale, secondo il suo gusto personale?

Risposta: Senza dubbio, cartaceo. Sempre e comunque.

ϟ Chi fa l’editore vive di lettura o ha anche altri interessi?

Risposta: Io ho anche altri interessi. Credo ognuno li abbia. Se qualcuno vive solo di libri, sbaglia. La vita è fuori dalla pagina scritta. Alle fiere, vi sembrerà strano (o forse no), i discorsi con i colleghi finiscono sempre sul calcio, sulla politica, sul cinema, sul cibo. Che insieme ai libri, e direi alla musica, ai viaggi e all’amore, sono le cose per cui vale la pena vivere.

ϟ Scegliere il nome della casa editrice è importante. Come ha scelto il suo?

Risposta: In realtà si è scelto da solo. Non riuscivamo a trovarlo e poi ce lo siamo trovati lì, di fronte agli occhi, su un documento che avevamo sul tavolo.

ϟ Se non avesse fatto l’editore, che professione avrebbe scelto?

Risposta: Oltre a essere editore sono anche un insegnante. Forse avrei fatto solo quello.

ϟ Chi ha l’ultima parola sul titolo dei libri che vengono pubblicati, l’autore o l’editore?

Risposta: Dopo tante discussioni, fortunatamente l’ultima parola ce l’abbiamo noi. Non puoi immaginare che titoli propongono (non solo gli esordienti, anche gli autori più affermati…).

ϟ Ha più chance l’editore che risiede in provincia o quello delle grandi città?

Risposta: Non me ne voglia il resto d’Italia ma secondo me l’editoria si può fare solo a Roma e a Milano e in seconda analisi in città come Torino, Napoli, Bologna, Firenze. Il sud a livello editoriale è un casino (lo dico da meridionale) e in provincia si lavora bene soprattutto con prodotti locali.

ϟ E la partecipazione alle fiere, rimane l’unico modo per essere visibili?

Risposta: L’unico no, ma è importante esserci. Gli editori devono tornare però a parlare con la gente, altrimenti sono inutili. Noi le facciamo orgogliosamente tutte, dalle più importanti alle più piccole, e in ognuna abbiamo creato una piccola comunità di persone che ci seguono e ci vengono a trovare ogni anno.

ϟ Quanti libri ha venduto nel 2017? Nel 2018 saranno di più?

Risposta: Non so rispondere. Ma nel 2018 saranno sicuramente di più (siamo ottimisti di natura).

ϟ Per concludere, una domanda a risposta aperta. Da editore, che messaggio lascerebbe ai visitatori di questo blog?

Risposta: Se avete fatto lo sforzo di leggere questa intervista, fate lo sforzo di andare in libreria, comprare un libro di una casa editrice indipendente e leggerlo. Può piacervi o no ma in questo gesto c’è quanto più romantico e bello che la vita possa offrire (ed è un gesto che, se continua così, tra internet e chiusure delle librerie, fra qualche anno, potremmo rimpiangerlo).

Complimenti per il blog e grazie per l’intervista.

Matteo

Ringrazio Matteo Chiavarone per questa intervista.

Per conoscere il catalogo di Ensemble Edizioni, visitate il sito; www.edizioniensemble.it

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