Jane Austen, a duecento anni dalla scomparsa sempre attuale.

Lo scorso Luglio è stato il bicentenario della morte di Jane Austen (1775 – 1817), una gigantessa della narrativa inglese che tanto ha dato al pubblico femminile non soltanto scrivendo storie d’amore che da sempre appassionano, ma per essere stata scrittrice quando per le donne non era affatto facile. Era un’epoca la sua in cui le frivolezze intellettuali non erano viste di buon occhio perché sottraevano risorse alle faccende domestiche cui le donne erano preposte. Pare infatti che Jane Austen dovette costruirsi una doppia vita per continuare a scrivere, celando il suo talento dietro l’anonimato con cui uscirono tutti i suoi romanzi finché fu vivente.

jane austen
Jane Austen

Pubblicato nel 1813, ma dalla prima stesura del romanzo passarono sedici anni, Orgoglio e pregiudizio è uno dei suoi capolavori più conosciuti e apprezzati. L’eccellente penna della Austen, traccia un quadro della mentalità borghese in Inghilterra alla fine del Settecento. I personaggi che vivono nella provincia rurale inglese, sono implicati in un articolato balletto mentale e coinvolti in intrecci amorosi che, per nulla frivoli, poggiano su un congruo spessore di analisi psicologica. È proprio l’attenzione ai meccanismi sociali dell’epoca e la descrizione delle miserie umane che si potevano riscontrare, a caratterizzare l’opera della Austen come uno dei primi romanzi “di costume”.

Intenso ed esplosivo l’incipit:

È cosa ormai risaputa che a uno scapolo in possesso di un’ingente fortuna manchi soltanto una moglie. Questa verità è così radicata nella mente delle famiglie del luogo che, nel momento in cui un simile personaggio viene a far parte del vicinato, prima ancora di conoscere anche lontanamente i suoi desideri in proposito, viene immediatamente considerato come proprietà legittima dell’una o dell’altra delle loro figlie.

L’aspetto più accattivante della trama è sicuramente la contrapposizione caratteriale della ingombrante Mrs Bennet, madre di cinque figlie “da sistemare”, di estrazione sociale non certo elevata e dalla volontà di ferro, e una delle sue figlie: la intelligente e orgogliosa Elisabeth, Lizzy che, ribellandosi a quei canoni stereotipati cui erano soggette le donne, si eleva al disopra dei pregiudizi riuscendone vittoriosa. La diatriba madre-figlia non si esaurisce nello scontro generazionale, ma indagando l’animo umano alle prese con i sentimenti più appassionati, permette al lettore di rivolgere uno sguardo a un embrionale femminismo discreto e moderato, indirizzato con linguaggio anche ironico a modificare il ruolo femminile nella società e nella famiglia. La bella Lizzy, pur senza nobili natali e ricchezze a disposizione arriverà a conquistare l’altero e introverso Mr Darcy, che sembrava irraggiungibile e destinato a una ricca ereditiera, e soprattutto a riscattarsi facendo leva principalmente sulle capacità intellettive.

Orgoglio e pregiudizio è un classico intramontabile che conferma ancora una volta quanto l’autrice sia stata una guida e un esempio per tutte le donne delle generazioni successive che hanno continuato la lotta per abbattere sempre più cliché negativi radicati in secoli di pregiudizio.

Vi è una ostinazione in me che non tollera di lasciarsi intimidire dalla volontà altrui. Il mio coraggio insorge a ogni tentativo di farmi paura. (Jane Austen)

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