Renato Esposito, autore del feuilleton nostrano Pizza al taglio

Renato-Esposito
Renato Esposito

Intervista a… un autore dall’inconfondibile provenienza partenopea, molto “social” come deve essere chi  propone le sue opere in self publishing e che proprio nella grande rete ho incontrato quando ha presentato la scrittura “a puntate” del suo ultimo libro, Pizza al taglio, riprendendo l’antico feuilleton, il romanzo d’appendice degli inizi dell’Ottocento che veniva pubblicato in calce ai giornali.

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Per rompere il ghiaccio e conoscerti meglio, l’intervista si apre con la domanda di rito: quando hai iniziato a scrivere e come è stato il tuo ingresso nel mondo editoriale?
R. Ho iniziato a scrivere storie non appena ho imparato materialmente a scrivere, quindi dalla prima elementare. Ricordo che molte volte, in alcuni dei pomeriggi in cui mi vedevo con qualche amico della scuola, se stavamo seduti a un tavolo loro disegnavano, mentre io scrivevo.
Una delle tue recenti pubblicazioni è il thriller La guerra dei topi e delle rane, pubblicato originariamente in tre libri, che hanno come protagonista un aspirante scrittore. Viene spontaneo chiedersi se per ben cominciare, uno scrittore attinga alla propria esperienza e che quindi il protagonista Remo Pagani, in realtà sia tu.
R. Remo Pagani non sono io, il fatto che in tantissimi credono che lo sia, specialmente coloro che non mi conoscono, mi lusinga, perché significa che il personaggio è molto credibile. Ma non sono io. A essere del tutto onesti, Remo Pagani è una versione estrema di ciò che sarei potuto essere io in un dato momento della mia vita, quando uscito dall’università cercavo la strada per realizzarmi professionalmente.
Appartieni alla cosiddetta piccola editoria indipendente. Sei autore, editore e promotore di te stesso, giusto? Hai mai pubblicato in modo tradizionale e sei mai incappato nel tunnel della pubblicazione a pagamento come capita a molti scrittori?
R. Ho pubblicato anche in modo tradizionale, ricavandone esperienze negative sotto ogni aspetto, profitto compreso, e una volta sono incappato pure nell’editoria a pagamento.
Dallo scorso mese di Agosto hai iniziato una nuova avventura editoriale. PIZZA AL TAGLIO il tuo ultimo thriller pubblicato settimanalmente in forma gratuita sul portale Pagina Tre. Un capitolo a settimana, come una fetta di pizza alla volta per gustare pian piano la lettura. Ce ne vuoi parlare? Come ti è venuta l’idea di ispirarti al feuilleton?
R. Quella di ispirarmi ai feuilleton è un’idea che mi porto dietro da tempo, e che ho scelto per pubblicare alcuni dei miei lavori, ma Pizza al taglio è l’unico fruibile interamente gratis, almeno finché non sarà terminato. Sono tanti gli elementi che mi piacciono in questo tipo di pubblicazione, primo fra tutti il rapporto che si crea coi lettori, quasi di intimità, è come se ogni settimana avessi un appuntamento con loro.
È vero che il libro non è semplicemente “sezionato” in tante fette di pizza, ma anche la scrittura è dilazionata in puntate? Come la metti con la pianificazione del progetto, cioè quante puntate hai previsto? Come è stato finora il riscontro del tuo pubblico di lettori?
R.  La storia, nel suo andamento principale, è già stata pianificata, ma non ho ancora deciso il numero esatto dei capitoli, che saranno comunque sulla sessantina, né se farla finire con questa “prima stagione”, molto dipenderà anche dal riscontro dei lettori, che fino a questo momento è stato molto positivo e ha superato quelle che erano le mie aspettative.
Questo blog scende al fianco degli autori emergenti per cui chiedo a te che possiamo considerare già di esperienza: quali sono i primi tre passi fondamentali che dovrebbe seguire un giovane esordiente?
R.
  1. Leggere tanto.
  2. Scrivere tanto.
  3. Non pagare mai per pubblicare.
Nella tua carriera decennale di scrittore i titoli che hai prodotto sono piuttosto numerosi. Sei quindi un autore prolifico: sono curiosa di sapere se per te è più importante essere letto oppure vendere più copie possibile e come reagisci, se ti capita, a eventuali critiche o recensioni negative.
R. Essere letti, il più delle volte, va di pari passo con il vendere copie. Per quanto concerne le eventuali critiche o recensioni negative, una volta erano in grado di rovinarmi la giornata, adesso che mi sono fatto le ossa me ne sbatto totalmente.
Come sempre l’intervista si conclude col Consiglio di lettura. Qual è secondo te un libro che tutti dovrebbero leggere assolutamente?
R. Il nome della rosa di Umberto Eco
Grazie, Renato, della tua disponibilità per questa intervista e complimenti per la tua idea di romanzo a puntate.
Grazie a voi, vi aspetto ogni martedì alle 20:00 su Pagina Tre!
Renato Esposito

 

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