Francesca Angelici, scrittrice, sociologa e pittrice

Francesca-Angelici
Francesca Angelici

Per la rubrica Intervista a… abbiamo ospite gradita la mia amica Francesca con una lunga lista di titoli professionali perché oltre a essere una sociologa, una formatrice nell’ambito della comunicazione e mia collega grafologa professionista, ha recentemente scoperto di avere anche il talento di disegnatrice e pittrice.

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Rivolgo questa intervista letteraria alla Francesca autrice di diversi testi di saggistica e a lei faccio La domanda che apre ogni incontro di questa rubrica. Quindi ti chiedo quando hai iniziato a scrivere e se per te è stato un coup-de-foudre col foglio bianco, se hai sentito il richiamo irresistibile della pagina vuota da riempire?

R. Grazie Stefania, per l’intervista, mi fai felice perché le domande fanno riflettere sempre più delle risposte. Non ricordo un periodo della mia vita in cui non ho scritto. Credo da subito, sui muri, sotto i quadri appesi in sala da mio padre.

Le copertine dei tuoi libri hanno una grafica molto accattivante. Ne cito uno in particolare che è L’Infinito Viaggio delle Donne – Metamorfosi alfabetiche illustrate. Chi ti conosce saprebbe ritrovare il caleidoscopio di sfumature che colorano la tua anima di artista e il tuo carattere eclettico. Dedichi particolare attenzione al progetto grafico di ogni tuo libro, disegni da sola i soggetti?

R. La verità è che non ho un vero e proprio approccio progettuale, il disegno arriva come una folgorazione, spontaneo, definitivo, lo prendo da dentro e lo getto sul foglio, senza pensare. Disegno subito con la penna, non uso matita e se sbaglio uso l’errore che diventa qualcos’altro. I colori li scelgo, con attenzione, dopo aver tracciato. E se c’è l’intervento di qualcuno, è quello di mia figlia, Amanda, che ad 8 anni, si diverte a inserire qualche particolare e io la lascio fare.

Sempre in merito al tuo ultimo libro, L’Infinito Viaggio delle Donne è una storia illustrata che narra di una donna alla ricerca di sé. Sei anche collaboratrice di un’associazione culturale L’amigdala, che segue soprattutto le donne. Quello femminile è un ambito in cui sei molto impegnata. La solidarietà femminile del terzo millennio può passare anche attraverso la cultura e i libri?

R. Le donne sono più ricche di vissuti e più introspettive rispetto agli uomini, per cui è più facile parlare un linguaggio comune, emotivo. Le donne sono più solidali, ma anche sleali quando hanno paura di essere inferiori. Per questo, se vogliamo crescere è importante parlare, leggere e soprattutto ascoltarsi.

Come me anche tu vivi in una città che non è quella in cui sei nata. Possiamo dire che appartieni a quel “popolo di artisti…di trasmigratori ” che ha avuto il coraggio di cambiare e quali sono, se ne hai riscontrate, le differenze tra come le due città, Terni e Udine, dedicano lo spazio alla lettura e alla scrittura, soprattutto di autori esordienti?

R. Terni e Udine sono due realtà provinciali molto diverse, entrambe mi hanno insegnato molto, la prima più caciarona e spontanea, operaia e poco colta, la seconda più dura, metodica, organizzata, colta. Credo che non possa esistere una vera cultura se la spontaneità non si fonda con il metodo. Per questo motivo le trovo entrambe migliorabili qualora decidessero di aprire gli orizzonti. Udine ti permette ma non ti dona, Terni ti abbraccia ma non ti stimola.

Un altro tuo libro, Adolescenti tra le righe, spiega attraverso la tua professione di grafologa, come riconoscere il talento nei giovani e come orientarlo a una riuscita carriera professionale. Secondo te, scrittori si nasce o si diventa? Basta studiare e leggere tanto per scrivere bene oppure per conquistare il pubblico il talento deve essere necessariamente innato?

R. Il talento è ciò che muove a scrivere qualcosa che hai dentro e che speri arrivi agli altri sotto forma di amore e che purtroppo senza allenamento è fermo. Tutti possono scrivere ciò che provano, ma per riuscire a comunicarlo agli altri hanno la necessità di conoscere le sfumature del linguaggio, le regole che ne permettono la codifica e danno spazio all’energia creativa che diventa universale e subito compresa.

Negli ultimi tempi sei rimasta affascinata dal mondo dell’arte visiva. Ami la fotografia, il disegno e pare tu sia una brava pittrice. A questo punto ti chiedo se dobbiamo aspettarci un nuovo libro o piuttosto una tua esposizione di opere.

R. Nella mia vita ho la fortuna di stare accanto ad un artista con occhi che sanno vedere. Osservandolo ho imparato a conoscere meglio il linguaggio fotografico, l’importanza dell’estetica e ho integrato ciò che già sapevo liberando una creatività che si è mostrata attraverso la scrittura, il disegno, la fotografia. Di nuovo c’è un quaderno di poesie.

Tornando ai libri, per concludere il tuo Consiglio di lettura. Qual è secondo te il libro che tutti dovrebbero leggere nella vita?

R. La bruttina stagionata di Carmen Covito ed. Feltrinelli, è un libro formativo per tutte le donne, soprattutto le over 40 che ancora non credono nella loro forza femminile e che ritroveranno attraverso l’ironia, un modo nuovo di affrontare la relazione con se stesse e con gli uomini.

Grazie, Francesca, di questa intervista, di tutto quello che fai a supporto delle donne e delle poesie che ci regalerai.

Francesca Angelici

Esperta in comunicazione

angelici-f@libero.it

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